Area 387b


Descrizione:

L'area comprende un casale moderno e gli edifici ad esso connessi, un probabile sepolcro e una struttura muraria antica. Tutti i resti sono posizionati su di una piccola altura, all'interno di un vasto giardino molto curato.
La struttura B è conservata parzialmente, orientata N-S, composta da un conglomerato in scaglie di selce e ubicata nella porzione di giardino a N del casale. Potrebbe trattarsi del sepolcro segnalato dalla Carta dell'Agro, anche se si trova posizionato diversamente; sul sito è presente una fitta vegetazione ed una croce posta dai proprietari.
Visibili ma non accessibili

Dimensioni:

Localizzazione

I resti archeologici:

Tipologia:   Non identificato
Funzione:   Non identificata
Visibilità:   Visibile
Riferimenti:


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Area 3870a


Descrizione:

La Carta dell'Agro segnala la presenza di basoli fuori posto (area 3870b) e di un'area di frammenti fittili, visibile, e piuttosto vasta di cui è stato possibile individuare solo un accumulo di materiale presso i limiti del campo coltivato in seguito ai lavori di aratura, immediatamente a ridosso della via Anagnina. Ulteriori notizie sull'area sono fornite da De Rossi, che descrive "un rialzo del terreno, fiancheggiato da un sentiero in terra battuta, che segna chiaramente, per oltre 100 metri, il percorso della via Latina. Il rialzo è letteralmente cosparso di resti architettonici, basoli e blocchi squadrati di peperino, estratti durante le arature e adagiati sul posto. [...]. Il campo che fiancheggia le tracce dell'antica via Latina è cosparso di frammenti di mattoni, tegole, doli, strutture cementizie e conglomerati in cocciopesto appartenenti a pavimentazioni. E' evidente che tutto questo tratto della Latina doveva essere fiancheggiato da mausolei e piccole tombe, forse disposte su più file parallele, databili probabilmente, dalla tarda età repubblicana, vista l'abbondanza di cornici e colonne in peperino, alla piena epoca imperiale. Risale al 1948 il rinvenimento, in quest'area, di numeroso materiale relativo a sepolcri, alcuni dei quali certamente monumentali". (De Rossi 1979, p.48).
Visibili ma non accessibili

Dimensioni:

Localizzazione

I resti archeologici:

Tipologia:   Non identificato
Funzione:   Non identificata
Visibilità:   Visibile
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Area 3728c


Descrizione:

Si tratta dei resti del Porticus Aemilia, che fu costruito dagli edili L. Emilio Lepido e L. Emilio Paolo nel 193 a.C. e completato nel 174 a.C. Si trattava di un immenso edificio in opera incerta di tufo lungo 487 m e largo 60, suddiviso da numerosi pilastri in una serie di ambienti disposti su sette file nel senso della profondità.
Il tratto C, prospiciente via Franklin, in conglomerato di tufo e malta di colore grigio, corrisponde alla parete esterna di SO del Porticus Aemilia. Il paramento non si è conservato.
Visibili

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I resti archeologici:

Tipologia:   Non identificato
Funzione:   Non identificata
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Area 3728b


Descrizione:

Si tratta dei resti del Porticus Aemilia, costruito dagli edili L. Emilio Lepido e L. Emilio Paolo nel 193 a.C. e completato nel 174 a.C. Si trattava di un immenso edificio in opera incerta di tufo lungo 487 m e largo 60, suddiviso da numerosi pilastri in una serie di ambienti disposti su sette file nel senso della profondità.
Il tratto B, situato in via Florio, su due livelli, è in conglomerato cementizio di tufo giallo e rosso e malta grigia, rivestito da paramento in opera incerta di tufo rosso. Al primo livello si aprono due archi con intradosso in blocchi di tufo giallo; al secondo livello si aprono quattro finestre ad arco, caratterizzate da stipiti in blocchetti di tufo rosso e intradosso in blocchi di tufo giallo. Sembra essere sottolineato il gioco di contrasto cromatico tra i colori giallo e rosso.
Visibili

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I resti archeologici:

Tipologia:   Non identificato
Funzione:   Non identificata
Visibilità:   Visibile
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Area 3728a


Descrizione:

Si tratta dei resti del Porticus Aemilia, costruito dagli edili L. Emilio Lepido e L. Emilio Paolo nel 193 a.C. e completato nel 174 a.C.. Si trattava di un immenso edificio in opera incerta di tufo lungo 487 m ca e largo 60, suddiviso da numerosi pilastri in una serie di ambienti disposti su sette file nel senso della profondità.
Il tratto A del Porticus, attualmente visibile tra le vie Rubattino e Vespucci, conserva cinque arcate consecutive in conglomerato di tufo giallo e malta di colore grigio chiaro, rivestito da paramento in opera incerta di tufo. La parte interna dell'arco presenta una muratura in blocchi di tufo giallo.
Visibili ma non accessibili

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I resti archeologici:

Tipologia:   Non identificato
Funzione:   Non identificata
Visibilità:   Visibile
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Un progetto a cura di
Università di Roma Tor Vergata
Carma
Cester Impresa
In collaborazione con
Mibac
Comune di Roma