Area 157l


Descrizione:

La costruzione delle più antiche mura urbane è tradizionalmente attribuita al re di Roma Servio Tullio (metà del VI sec.a.C.); la lunghezza di queste mura era di quasi 11 Km: entro di esse era inclusa una superficie di circa 426 ettari. La cinta muraria in opus quadratum di tufo di Grotta Oscura fu costruita di sicuro dopo l'invasione gallica (390 a.C.) e restaurata dopo la seconda guerra punica (212 a.C.). Ulteriori restauri si ebbero nel corso della guerra civile tra Mario e Silla e infine sotto Augusto che rifece le porte. Le mura Serviane vennero successivamente demolite o inglobate in costruzioni di età imperiale, avendo perso la loro funzione difensiva. Il tratto in questione comprende tre filari di blocchi di tufo di Grotta Oscura (il terzo, seminterrato, si intravede appena) con orientamento E-O. E' probabile che appartengano a un fianco della Porta Sanqualis, relativa alle mura Serviane. "Al centro della piazza in una aiuola, sono cinque filari di blocchi di tufo di grotta oscura, appartenenti alle mura Serviane: essi potrebbero collegarsi ad una porta, la porta Sanqualis, che prendeva il nome, come l'adiacente collina, dal santuario di Semo Sancus Dius Fidius" (Coarelli 1981, p.242). L'andamento del muro è NE/SO.
Visibili

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I resti archeologici:

Tipologia:   Non identificato
Funzione:   Difensiva
Visibilità:   Visibile
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Area 157i


Descrizione:

La costruzione delle più antiche mura urbane è tradizionalmente attribuita al re di Roma Servio Tullio (metà del VI sec.a.C.); la lunghezza di queste mura era di quasi 11 Km: entro di esse era inclusa una superficie di circa 426 ettari. La cinta muraria in opus quadratum di tufo di Grotta Oscura fu costruita di sicuro dopo l'invasione gallica (390 a.C.) e restaurata dopo la seconda guerra punica (212 a.C.). Ulteriori restauri si ebbero nel corso della guerra civile tra Mario e Silla e infine sotto Augusto che rifece le porte. Le mura Serviane vennero successivamente demolite o inglobate in costruzioni di età imperiale, avendo perso la loro funzione difensiva. Il tratto in questione è stato portato alla luce dai recenti lavori di rinnovamento della stazione Termini in occasione del Giubileo del 2000. E' costituito da quattro parti, divise tra loro, lunghe 2-3 m ca l'una, in blocchi quadrati di tufo, rinforzati da un paramento di laterizi. La costruzione delle mura è fatta risalire per tradizione alla metà del VI sec. a.C. per opera di Servio Tullio, ma i resti in blocchi di tufo di Grotta Oscura vanno datati alla prima metà del IV sec. a.C..
Visibili

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Tipologia:   Non identificato
Funzione:   Difensiva
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Area 5339


Descrizione:

La Carta dell'Agro segnala la presenza della cosiddetta Torre Spaccata, solo parzialmente visibile da via della Solfarata. La struttura sembrerebbe, anche se da notevole distanza, in cattivo stato di conservazione, priva di copertura e con i lati N e S crollati.
Visibili ma non accessibili

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I resti archeologici:

Tipologia:   Non identificato
Funzione:   Difensiva
Visibilità:   Visibile
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Area 5255


Descrizione:

Si tratta di una torre medievale in cattivo stato di conservazione, realizzata in opera laterizia, con tamponamenti in blocchetti di travertino.
Visibili ma non accessibili

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I resti archeologici:

Tipologia:   Non identificato
Funzione:   Difensiva
Visibilità:   Visibile
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Area 5210


Descrizione:

La Carta dell'Agro segnala la presenza di un vincolo relativo ad antiche costruzioni. Gli unici resti che è stato possibile rilevare sono quindici basoli inglobati nella muratura esterna di un'edificio di proprietà privata.
Visibili

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I resti archeologici:

Tipologia:   Non identificato
Funzione:   Non identificata
Visibilità:   Visibile
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Un progetto a cura di
Università di Roma Tor Vergata
Carma
Cester Impresa
In collaborazione con
Mibac
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